Visita guidata dei Giardini Vaticani con ingresso ai Musei Vaticani

Il biglietto comprende inoltre la possibilità di visita (non guidata) ai Musei Vaticani e Cappella Sistina.
Visita guidata dei Giardini Vaticani con ingresso ai Musei Vaticani
Da 38.11

Il più piccolo stato del mondo.....ed uno dei più potenti!

Organizzazione Tecnica Weekend a Firenze
Provided by Weekend a Firenze Srl

Panoramica

La visita ai Giardini consente al visitatore di osservare l'interno del più piccolo stato del mondo, tra grandi monumenti, opere d'arte e meraviglie naturali. La durata della visita è di circa 2 ore. Il biglietto comprende inoltre la possibilità di visita (non guidata) ai Musei Vaticani e Cappella Sistina.

La prenotazione consente di far parte di una visita guidata collettiva effettuata da una guida autorizzata dello Stato della Città del Vaticano. Il punto di incontro è allo sportello Visite Guidate, situato al piano rialzato dell'atrio dei Musei.

IMPORTANTE: i Musei Vaticani chiedono che venga fornito il nome e la data di nascita di tutti i partecipanti del gruppo; vi preghiamo di inserire i nomi e le date nell'apposito campo dentro il modulo di ordine, dopo aver aggiunto la prenotazione al carrello.

Massimo 10 persone per gruppo, biglietti NON rimborsabili.

NOTA BENE: il museo conferma la visita circa due mesi prima della data, per cui la prenotazione garantisce l'inserimento nella lista d'attesa. L'addebito alla carta di credito avviene il giorno lavorativo successivo alla richiesta.

E' possibile modificare la data di prenotazione, previa disponibilità, fino a tre giorni lavorativi prima della visita . Non è possibile apportare delle modifiche al numero delle persone.

Per tutte le visite guidate, è possibile rimanere nei musei alla fine della visita guidata, fino a chiusura. Le visite guidate sono disponibili nelle seguenti lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese, svedese, russo e portoghese.

N.B.: Per i visitatori con sedia a rotelle esiste un percorso loro dedicato non compatibile con le visite guidate. La visita non è consigliata alle persone con difficoltà di deambulazione.

Nel caso in cui il visitatore non abbia con sè il voucher il giorno della visita, non gli sarà permesso l'ingresso e non sarà riconosciuto alcun rimborso.

Dopo il pagamento verrà inviata una e-mail con il voucher contenente il codice di prenotazione (si consiglia di memorizzarlo) e tutte le informazioni riguardanti la visita. Il giorno della visita verrà controllata la prenotazione tramite il codice a barre presente sul voucher preventivamente stampato. In caso di smarrimento del voucher l'ufficio Visite Guidate potrà risalire alla prenotazione.

Risparmia tempo nell'ordinare! Aggiungi al tuo basket tutti i biglietti che vuoi, poi riempi il modulo d'ordine e invia la richiesta.

Prima di effettuare l'ordine leggi le Informazioni sull'ordine.

IMPORTANTE:Dopo aver completato con successo una prenotazione, riceverete due e- mails: la copia del vostro ordine (immediatamente dopo averlo fatto) e la mail di conferma (un giorno lavorativo dopo). Per poter ricevere queste due mail, vi preghiamo di accertarvi di inserire correttamente il vostro indirizzo di posta elettronica e controllare che i filtri anti-spam o antivirus non blocchino le mail dal nostro indirizzo help@waf.it . Attenzione speciale da parte degli utenti di AOL e Sbcglobal.

Politica di cancellazione: i biglietti NON sono cancellabili nè rimborsabili.

Aperto da lunedì a sabato; le fasce d'orario prenotabili saranno elencate al momento della prenotazione.

Chiusura:
Domenica, ad eccezione dell’ultima domenica del mese purché non coincida con la Pasqua, 29 giugno (SS. Pietro e Paolo), 25 o 26 dicembre (Natale o Santo Stefano)
1 e 6 gennaio (Epifania)
11 febbraio (Anniversario dei Trattati Laterani)
19 marzo (San Giuseppe), 23 (Pasqua) e 24 marzo (lunedì dell'Angelo)
1 (Ascensione) e 22 maggio (Corpus Domini)
14 (Vigilia dell'assunzione) e 15 agosto (assunzione)
1 novembre (Tutti i Santi)
8 (Immacolata Concezione), 25 (Natale) e 26 dicembre (Santo Stefano)

Dettagli

I Giardini dall'alto

I Giardini sono il luogo di riposo e di meditazione del Romano Pontefice sin dal 1279, quando Papa Niccolò III (Giovanni Gaetano Orsini, 1277-1280) riportò la residenza papale dal Laterano al Vaticano. All'interno delle nuove mura, che fece erigere a difesa della sua residenza, il Papa fece impiantare un frutteto (pomerium), un prato (pratellum) e un vero e proprio giardino (viridarium), come si evince anche dall'epigrafe lapidea ora conservata nella Sala dei Capitani presso il Palazzo dei Conservatori in Campidoglio. Questo primo nucleo sorse nei pressi del colle di Sant'Egidio, dove oggi si trova il Palazzetto del Belvedere ed i Cortili dei Musei Vaticani. L'area da dove oggi inizia la visita ai Giardini Vaticani si trova invece nella parte più recente dello Stato, sulla quale furono realizzati i nuovi grandi Giardini che, assieme a quelli del nucleo originario, coprono la metà circa dei 44 ettari sui quali si estende il Vaticano.

Piazza Santa Marta

Già Piazza Santa Marta, voluta da Papa Pio XI (Achille Ratti, 1922-1939), ci fa pregustare le meravigliose architetture dei Giardini, mentre ammiriamo il cortile centrale con la grande fontana e i due monumentali lecci (Quercus ilex L.), mantenuti perfettamente a cupola con precise e regolari potature. Partendo da questo punto, si inizia a salire il colle Vaticano, in parte naturale, in parte formato con il riporto della grande massa di scavo per l'abside della nuova Basilica di San Pietro nel '500, che succedette all'originaria Basilica Costantiniana del IV secolo.

Lo Stemma Papale

Sul pendio si trova il Palazzo del Governatorato. La gradinata antistante ospita lo stemma papale, realizzato con varie essenze vegetali che ne colorano le diverse parti, potate perfettamente nel migliore esempio dell'arte topiaria figurativa. L'emblema pontificio è composto da una parte fissa, in cui con il bosso nano (Buxus sempervirens L. "Suffruticosa") sono disegnate la Tiara e le Chiavi di San Pietro, simbolo dell'Autorità Apostolica, e da una parte variabile rappresentata dallo scudo, che cambia con ogni nuovo Pontefice. Le figure o "armi" araldiche che caratterizzano lo stemma dell'attuale Papa Benedetto XVI sono il moro di Freising, simbolo dell'Arcidiocesi di Monaco- Freising di cui il Santo Padre fu Arcivescovo, l'orso di Corbiniano con il basto, che esprime il legame del Pontefice con il patrono di Freising ed il carico del ministero apostolico come "portatore di Dio", ed infine la conchiglia del pellegrino, con triplice valore simbolico: dell'immersione nell'insondabile mare della divinità come predicato da Sant'Agostino, di conchiglia del pellegrino in riferimento al popolo di Dio peregrinante, di stemma dell'Abbazia di Scotten a Regensburg.

Lo scudo è composto sia da piante perenni, sia da piante stagionali, scelte perché assumono i colori giallo oro, magenta e rosso, che si trovano nello Stemma Pontificio. Di evonimo (Euonymus japonicus L. "Microphyllus Aureovariegatum") sono realizzati tutti i campi gialli: la chiave di destra, parti della faccia del moro, la conchiglia del pellegrino, i campi intorno al moro e all'orso. Di alternantera rossa (Alternanthera amabilis Lem. "Amoena") e convallaria nera (Ophiopogon japonicus Ker. "Black Dragon") sono composti invece il volto del moro, la pelliccia dell'orso ed il campo intorno alla conchiglia. La cineraria (Senecio cineraria DC.) colora infine d'argento la chiave di sinistra e contorna tutto lo stemma.

La Stazione Vaticana

Dopo aver ammirato lo Stemma Pontificio, si sale ancora sul colle incontrando sulla parte sinistra la Stazione Vaticana con a fianco il grande scenario della fontana della Conchiglia, al centro di un grande arabesco di siepi di bosso contornato da magnolie (Magnolia grandiflora L.) ed oleandri (Nerium oleander L.), sempre fioriti durante la bella stagione.

La Scogliera Artificiale

Continuando lungo la Via dell'Osservatorio, dopo essere passati sotto imponenti araucarie (Araucaria bidwillii Hook.) provenienti dall'Australia e le cui pigne raggiungono un diametro fino a 30 centimetri, si incontra una scogliera artificiale, lunga circa 200 metri, realizzata dopo il Trattato del Laterano per contenere il terreno in crescente pendenza, ma diventata poi con il tempo un giardino roccioso ricco di molte specie di piante succulente e xerofile, che con la bella stagione colorano di accese fioriture le nude rocce.

Tra le tante piante, possiamo trovare qui numerose specie di Echinocactus Link & Otto sp. e Ferocactus Britton & Rose sp., Aloe Toum. sp., Echeveria DC. sp., Agave L. sp., l'Astrophytum ornatum (DC) Weber e il Notocactus magnificus Krainz., dagli appariscenti fiori giallo oro, nonché Mesembryanthemum Dill. sp. e Sempervivum L. sp., che crescono anche nelle nicchie più piccole e nelle fessure della roccia senza terreno.

Monumento a San Pietro

Risalendo il pendio dopo la scogliera, si giunge al centro geografico dello Stato Vaticano, il monumento a San Pietro che, destinato originariamente a commemorare il Concilio Vaticano I sul Colle del Gianicolo, fu poi collocato in Vaticano prima nel cortile dei Musei ed attualmente alle spalle della Basilica Vaticana.

La Casina del Giardiniere

A fianco della statua di San Pietro troviamo una delle pochissime abitazioni civili ancora esistenti in Vaticano, la Casina del Giardiniere, residenza del capo dei 27 giardinieri che curano e abbelliscono ogni giorno questo angolo di natura.

Monastero Mater Ecclesiae

Salendo ancora il colle, lungo le mura che Leone IV (847-855) fece erigere nel 847 per proteggere la Basilica di San Pietro dall'attacco dei Saraceni, incontriamo il Monastero Mater Ecclesiae dove le Monache di clausura, volute qui da Papa Giovanni Paolo II, sostengono con la loro preghiera il quotidiano servizio del Sommo Pontefice alla Chiesa universale.

Il Collegio Etiopico

Lungo la via che conduce alla parte più alta dei Giardini si trova poi il Collegio Etiopico, contornato da magnolie e araucarie, voluto da Papa Pio XI e progettato dall'architetto Giuseppe Momo per dare possibilità ai seminaristi dell'Etiopia di effettuare a Roma gli studi ecclesiastici. Al suo fianco si trova il piccolo giardino della Fontana dei Delfini, graziosamente incastonata tra oleandri, melograni (Punica granatum L.) e piante di banano (Musa x paradisiaca L.), che con i loro fiori e le loro foglie creano un angolo più raccolto rispetto ai grandi prati di questo declivio.

La Grotta di Lourdes

Continuando a passeggiare sotto le alberature di leccio, si raggiunge la parte più alta dei Giardini Vaticani, a quota 71 metri sul livello del mare, dove incontriamo subito quello che è invece il cuore spirituale del parco, la Grotta di Lourdes, copia fedele di quella di Massabielle, donata nel 1902 dai francesi a Papa Leone XIII (Vincenzo Gioacchino dei Conti Pecci, 1878-1903). Qui, contornata da un manto verde brillante di vite americana (Parthenocissus tricuspidata Planch.), sopra l'altare originale della grotta donato al Pontefice Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1958-1963), vediamo la statua della Madonna, davanti alla quale anche il Papa, a conclusione del mese di maggio, si reca a salutare i fedeli dopo una suggestiva fiaccolata che sale nei Giardini Vaticani.

Il Giardino all'italiana

La visita prosegue poi lungo il Viale Pio XI, ed affacciandosi da un piccolo balconcino sotto maestose palme da datteri (Phoenix dactylifera L.), spazia sul grande Giardino all'Italiana, fatto di geometriche siepi e bossi a palla, senza alcun fiore, come proprio l'arte topiaria rinascimentale amava fare.

La colonia di Parrocchetti Monaco

Passeggiando tra i viali di fine brecciolino, nel labirinto di queste siepi, si fa poi l'allegro incontro con una colonia di pappagalli parrocchetti monaco (Myopsitta monachus Boddaert) che hanno posto i loro grandi nidi comunitari tra le fronde dei cedri che contornano il giardino. Questi colorati psittacidi vi si sono stabili da tempo, e grazie alla sicurezza e al cibo che vi hanno trovato si sono rapidamente moltiplicati, rompendo di tanto in tanto con i loro stridii il profondo silenzio che regna nei Giardini Vaticani.

La Centrale Trasmittente Marconi

A fianco al Giardino all'Italiana, sorge la Centrale Trasmittente Marconi, da dove il celebre scienziato trasmise per la prima volta un messaggio radio alla presenza di Papa Pio XI, il primo ad aver creduto nella validità della rivoluzionaria scoperta.

L'Edicola di Santa Teresa di Lisieux

Lungo le mura leonine si incontra poi l'edicola di Santa Teresa di Lisieux, protettrice dei Giardini Vaticani, immersa in un palmeto dove sono presenti diverse specie, tra cui crescono anche due soggetti di una palma chiamata cocos (Butia capitata Becc.), dai frutti color arancio dolci e profumati, le eleganti palme di Waschington (Waschingtoniafilifera H. Wendl.) e grandi cespugli di palme di S. Pietro (Chamaerops humilis L.), che è l'unica palma indigena dell'Italia.

La Campana del Giubileo 2000

Nel largo della Capanna Cinese troviamo la campana-ricordo del Grande Giubileo del Duemila, posizionata qui dopo l'Anno Santo.

La Torre San Giovanni

Dopo il lungo viale dove amava passeggiare quotidianamente Papa Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) e su cui si trovano quattro plurisecolari alberi di olivo (Olea europaea L) donati anch'essi al Papa per l'Anno Santo del duemila, giungiamo alla Torre San Giovanni, una postazione di difesa fatta ristrutturare dal Beato Giovanni XXIII, che ora ospita all'occorrenza speciali personalità in visita al Pontefice.

L'Eliporto

Continuando a passeggiare sotto i lunghi viali di leccio, immersi nel profumo dei fiori e del legno delle maestose canfore (Cinnamomum glanduliferum Meissn.) che si trovano nel Giardino alla Francese, si arriva all'eliporto voluto da Papa Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978). Da qui i Papi lasciano abitualmente il Vaticano per i numerosi spostamenti pastorali, protetti dall'immagine bronzea della Madonna Nera di Czestochowa.

Da qui si può ammirare la grande navata del Giardino alla Francese dove, passeggiando tra i vialetti di roccaglia rossa e antichi vasi di terracotta con gli stemmi dei Papi e spettacolari azalee in fiore (Rhododendron L. sp.), si trovano alcuni importanti alberi: intorno alla grande cisterna interrata - che raccoglie 8 milioni di litri di acqua per l'irrigazione dei Giardini oltre che per le fontane e le necessità antincendio - un grande albero australiano di grevillea (Grevillea robusta A.Cunn.), due alti esemplari di metasequoia (Metasequoia glyptostroboides Hu & Cheng.), un olivo donato dallo Stato d'Israele all'apertura delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede e diversi altri alberi portati nei Giardini da varie delegazioni giunte in visita al Santo Padre.

I Giardini della Palazzina di Leone XIII

Il percorso, passando nuovamente davanti alla Grotta di Lourdes, prosegue poi verso i giardini della Palazzina Leone XIII, dove si possono ammirare le due grandi Fontane delle Sirene, circondate da profumatissimi archi di rincospermi (Trachelospermum jasminoides C.Lemaire) nel mezzo di un giardino di annose siepi di tasso (Taxus baccata L.). Tra archi e spalliere di rose rifiorenti (Rosa L. sp.), troviamo qui anche l'ultimo albero di un giardino botanico di piante esotiche che proprio Papa Leone XIII fece impiantare sul finire del 1800, il ceibo (Erythrina crista-galli L.), che ancora oggi continua a rivestirsi completamente di fiori rosso scarlatto.

L'Edicola della Madonna della Guardia

Avviandosi a ridiscendere il colle Vaticano, passando davanti all'edicola della Madonna della Guardia donata dai Genovesi al loro concittadino Papa Benedetto XV (Giacomo della Chiesa, 1914-1922), si entra nel Bosco, una vera e propria selva che offre circa due ettari di vegetazione pressochè naturale, dove farnie (Quercus robur L.), cerri (Quercus cerris L.), roverelle (Quercus pubescens Willd.), carpini (Carpinus betulus L.) e querce rosse (Quercus rubra L.) offrono la loro ombra ai visitatori, tingendosi in autunno di vivaci colori.

La Fontana dell'Aquilone

Lungo i numerosi sentieri troviamo decine di fontane, come quella del Laghetto, della Vela, delle Aquile, della Croce greca, del Candelabro, della Capanna Cinese, dei Rospi, dei Cinque Zampilli e molte altre (97 in tutto il Vaticano), fino ad arrivare alla grande fontana dell'Aquilone, voluta da Papa Paolo V (Camillo Borghese, 1605-1621) e disegnata dal Vasanzio: con la sua grande massa di acqua zampillante, essa offre una piacevole frescura ai visitatori che vi si accostano.

La Casina di Pio IV

Usciti dal Bosco, ormai verso il termine della visita, si giunge alla parte più antica dei Giardini Vaticani, ovvero al nucleo originario fatto realizzare da papa Niccolò III nel lontano 1279. Si trova qui la Casina di Pio IV, una palazzina voluta da Papa Paolo IV (Gian Pietro Carafa, 1555-1559) e portata a termine da Pio IV (Giovan Angelo De' Medici, 1559-1565) nel 1558, che doveva servire per il riposo estivo del Pontefice oltre che come postazione di caccia in mezzo ad una natura allora ancora ricca di selvaggina. I giardini antistanti la Casina di Pio IV vedevano nascere nel lontano 1288 le prime riflessioni sulla botanica sistematica in Italia, quando il medico di Papa Niccolò IV (Girolamo Masci, 1288-1292), Simone da Genova, impiantò un orto dei semplici per la cura del Pontefice, iniziando a classificare in maniera più sintetica e sistematica i nomi delle varie essenze medicinali che vi coltivava.

La Pontificia Accademia delle Scienze

Oggi al posto di questo giardino crescono cedri secolari (Cedrus atlantica Manetti) e grandi sequoie americane (Sequoia sempervirens End1.), che si sviluppano rapidamente grazie al buon adattamento e alla posizione riparata, ed al posto della caccia, nella Casina di Pio IV, avvengono le riunioni delle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali.

La Fontana del Sacramento

Con le ultime fontane della Peschiera, del Giardino Quadrato e del Sacramento, che troviamo in questa zona, termina la visita ai Giardini Vaticani, culla di pace e spiritualità, di botanica e di arte, in cui le piante vivono e si succedono da secoli grazie alle attenzioni dei Pontefici che hanno permesso la conservazione fino ai giorni nostri di questo magnifico luogo unico al mondo.

Prezzi

Solo biglietti a prezzo intero.

Ingresso gratuito a minori di 6 anni insieme ai prenotati, senza bisogno di effettuare alcuna prenotazione per loro.

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